L'anno che verrà

Comincia spietato il gioco del fine anno e, dunque, dell'inizio del nuovo. Come lo vuoi, cosa ti aspetti, quali speranze, paure, preoccupazioni.

Per dire qualcosa di meno scontato e stupire gli amici con un po' di intuizioni originali nei giorni delle feste, il Condor consiglia la lettura delle pagine a ciò dedicate dall'Economist.

A partire dalle riflessioni del corrispondente italiano su un leader eterno...

Crimine economico, vecchio compagno di crisi

PricewaterhouseCoopers conduce da dieci anni un'indagine sui crimini economici. L'ultima è basata su 3 mila risposte di imprese operanti in 54 paesi. I risultati sono allarmanti. Un terzo dei rispondenti ha dichiarato di aver subito almeno un crimine economico nell'ultimo anno. Tale incidenza è ben maggiore nei paesi in via di sviluppo (soprattutto Russia), nei settori finanziario e delle comunicazioni, nelle grandi compagnie e nelle imprese pubbliche.

La frode e la corruzione sono le due fattispecie più denunciate. In particolare, le frodi commesse dai quadri manageriali delle imprese monitorate sono salite dal 26% del 2007 al 42% del 2009. In Italia sono cresciute del 15%!

I top manager, in generale, sembrano poco toccati dal problema: solo il 26% di essi ha lamentato la presenza del problema, contro il 34% dei loro subordinati.
In generale, guarda caso, la maggiore presenza di crimini economici si è verificata nelle imprese in cui le remunerazioni sono collegate alla performance. Forse è per questo che i manager sono distratti?

Nobel da pazzi


Ogni anno, insieme ai Nobel veri e propri, vengono assegnati anche gli IG Nobel. Si tratta dei premi per le ricerche più assurde. Nel 2009 sono stati premiati, tra gli altri:

per la categoria Pace: Stephen Bollinger, Università di Berna, per aver dimostrato che per spaccare un cranio, una bottiglia di birra vuota è più efficace di una piena;

per la Biologia: Fumiaki Taguchi, Università di Kitasato, per aver dimostrato che i batteri estratti dalle feci del panda gigante possono ridurre gli scarti di cucina del 90 per cento;

per la Letteratura: la polizia irlandese, per aver intestato 50 multe a Prawo Jazdy, che in polacco significa patente di guida;

per la Medicina: Donald Unger, della California, per aver dimostrato - scrocchiandosele due volte al giorno per sessant’anni - che scrocchiarsi le nocche delle mani non fa venire l’artrite;

per la Matematica: Gideon Gono, governatore della Banca centrale dello Zimbabwe, che ha stampato valuta da un centesimo a centomila miliardi di dollari locali mentre l’inflazione saliva a tassi del 231 milioni per cento.

Non ci siamo Dottor Rossi

A quanto pare, Guido Rossi comincia ad essere colpito dal virus dello spirito di contraddizione: quello dei bambini fino a 3 anni o dei vecchi sopra i 70...

Il giurista ed ex presidente Telecom ha espresso il suo voto, quattro in una scala da uno a dieci, oggi a Trieste nell'ambito dei Nobels Colloquia. Ed ha bocciato l'azione economica del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ''perche' non ha il New Deal''. Fino a qua, se ne può parlare.

''Ho bocciato Obama in modo drastico - ha spiegato ai giornalisti - solo sulla politica economica, non sul resto. Ho un'enorme stima di Obama, ma e' vittima di Wall Street''. Rossi ha ricordato quello che fece Roosevelt nel 1933. ''Nel giro di qualche mese, e non in un anno - ha ricordato - fece due cose: il Glass-Stegal Act, in cui divise le banche commerciali da quelle di investimento, e la Security Change Commission per il controllo dei mercati finanziari''.

Ma poi il Prof. Rossi, ha promosso l'azione del Governo di Silvio Berlusconi.
Quanto all'operato del Governo italiano, Rossi ha detto che ''per il momento ha fatto le cose che doveva fare''. Forse, il Professore, negli ultimi mesi è stato distratto dagli Usa e ha guardato poco all'Italia. Per rinfrescargli le idee, il Condor consiglia l'ultimo lavoro della campagna Sbilanciamoci!

Tutti comunisti, senza dubbio

Secondo Reporter senza frontiere, l’Italia è al 49-esimo posto nel mondo per libertà del sistema dell’informazione.

Peggio di noi fanno Romania, Bulgaria, Croazia, Turchia e Russia. Nel 2008 eravamo 5 posti sopra. Tra gli altri, la Polonia ci ha superato nell’ultimo anno.

E meno male che ogni anno ci viene chiesto di pagare un canone per sostenere un sistema radiotelevisivo pubblico…