Frecce di merda

Mi capita raramente di prendere treni regionali laziali. Per Latina, per Cassino, per Orte. La bassa frequenza dei miei utilizzi non impedisce però un'altissima frequenza dei disagi.

Nella tratta per Orte mi è capitato di attendere un'ora oltre la data presunta di partenza, finché l'altoparlante di una fetida stazione ha comunicato che il treno era soppresso.

Lo stesso capita tornando da Cassino o da Latina. Quando va bene i tempi previsti raddoppiano: la durata del viaggio doveva essere 50'? Aspettatetevene almeno 100...

Quando poi si arriva a Termini, stremati da un viaggio surreale, si resta abbagliati dalle sfavillanti teste dei Frecciarossa, circondati da un nugolo di operai che li coccolano come star.

E che confermano la nostra sensazione di aver viaggiato su frecce di merda.

Il Suv di Antonio Giuliani

In una di quelle "fresche" inchieste tra cronaca locale e reportage da spiaggia delle pagine romane del Corriere della Sera apprendiamo che "l'attore e comico romano" Antonio Giuliani ha "dovuto prendere un Suv quando è nato mio figlio".

Quanto pesava questo bimbo alla nascita, 2 quintali? Aveva la roulotte di Moira Orfei per passeggino? O abitava forse in una tenda dentro al Circo Massimo?

Domande che sorgono spontanee nel cercare di capire l'ineluttabilità di una scelta - acquistare un Suv a Roma - che ai più pare incomprensibile. E molesta.

A proposito: ma chi è Antonio Giuliani?

L'autonomia (finanziaria) dello stilista

Illuminante la lettera di Giorgio Armani al Corriere della Sera di sabato 2 luglio.

Con argomentazioni lucide e sobrie, con estrema serenità intellettuale, lo stilista italiano spiega perché ritiene sbagliato quotare la sua azienda in borsa.

Innanzitutto, spiega come la borsa non sia l'unica strada per la crescita e lo sviluppo di un'attività imprenditoriale. Poi argomenta chiaramente la differenza tra imprenditori e finanzieri: mentre i primi lavorano per costruire nel tempo, i secondi pensano solo al risultato immediato.

Perché, dunque, si domanda Armani, dovrei mettermi nelle mani dei finanzieri, pur avendo i mezzi e la capacità di raccoglierne di ulteriori per i miei investimenti?

La borsa imbriglierebbe l'autonomia, la progettualità, la creatività.

Una bella lezione di economia per tutti quei soloni del mercato finanziario che non sanno vedere altre ricette ad una borsa dipinta come panacea, ma che attrae solo lo 0,05 per mille delle imprese italiane.

L'economia del noi esiste

Lo consigliano in tanti, e di quelli buoni.

Vale la pena leggerlo.
Si tratta del libro di Roberta Carlini: "L'economia del noi".

Un attraversamento dell'Italia delle piccole pratiche solidali, comunitarie, ecologiste.

Per ritrovare fiducia nella società italiana.
Per dare spazio alle corde migliori dell'economia. Che non è quella dell'io, appunto.

Dal libro, poi, Roberta ha tratto anche un sito.
Per continuare a discutere e a conoscere, come "noi" possiamo fare altreconomia.

Giusy dei supermercati

Gorgheggi insensati, arrangiamenti inadeguati, canzoni uguali l'una con l'altra. In taxi, in metropolitana, al supermercato, tocca sopportare il tormentone di questa Giusy Ferreri.

L'ennesimo prodotto a scaffale di un'industria dell'intrattenimento spremitutto. Disposta anche a torturarci le orecchie con sonorità moleste.

Nulla di nuovo? Forse. Ma il sospetto è che in questo caso qualcuno pensi seriamente di offrire un prodotto di qualità, che la tipa abbia talento.

Per favore, ascoltate il Condor: la voce di Giusy Ferreri è una cagata pazzesca (che Paolo Villaggio ci perdoni per l'impropria citazione).

Ditelo anche a lei, così forse la finirà di atteggiarsi a novella Mina (sic!).