Rischio Italia per le banche francesi

Secondo l'autorevole Lex Column del Financial Times, le banche francesi ora rischiano grosso.

Non solo sono le banche più esposte nei confronti della Grecia, ma pare lo siano anche verso l'Italia.

Così è accaduto che le azioni di BNP Paribas, che controlla BNL, hanno perso il 14% dal 1 luglio.

Quelle di Credit Agricole, che controlla CariParma, sono scese del 18%.
Ma Tremonti e Mussari non giurano che le nostre banche sono sane?

Soldi di carta per le piccole imprese del turismo

Si sa che la ministra Michela Vittoria Brambilla è maestra nel vendere fumo (non di quello buono, purtroppo). E si sa che le banche, che annasapano nei parametri di Basilea, son costrette a far lo stesso per dimostrare la loro utilità sociale, e continuare a giustificate i grassi dividendi che hanno ricominciato a distribuire.

L'accoppiata Brambilla-banche è perciò strepitosa. "3,6 miliardi per le PMI" dichiarano all'unisono senza indugio. E che vuole dire?

Vuole dire che gli amministratori di Intesa San Paolo, Unicredit, Monte dei Paschi, Bnl, Banco popolare, Banca popolare di Milano, Banca popolare di Sondrio, Banca popolare dell`Emilia Romagna si sono messi intorno ad un tavolo a Palazzo Chigi a sparare cifre, sicuri che tanto nessuno verificherà...

IntesaSanPaolo «ha aumentato il plafond da 600 milioni a un miliardo». UniCredit ha messo a disposizione un plafond dì 700 milioni.

Il carico da 11 ce lo mette l'irrefrenabile Mussari, di MPS: «Dall`inizio dell`anno sono 784 i milioni di euro da noi erogati per il turismo in Italia. Sottoscriveremo questo nuovo plafond di 75o milioni, aumentando quindi gli originari 5oo. Il punto sarà riuscire a essere quanto più flessibili possibile. Le banche uno sforzo devono e possono farlo». Lo dirà come presidente ABI?

Il presidente di Bnl Luigi Abete ha confermato «un plafond di 500 milioni» con l`obiettivo «di aiutare le imprese più piccole a crescere». Massimo Ponzellini, presidente di Bpm sottolinea «l`eroismo degli operatori» a fronte «del colpevole silenzio sulle infrastrutture». Non male da parte del presidente di Impregilo...

Brava Brambilla! che potrà dire di aver fatto qualcosa di concreto per le imprese del turismo. Si merita proprio un bacio...

Le parole di Scooter

Lo abbiamo già ricordato, il buon Clarence.
Ma meritano ugualmente di essere riportare le parole scelte da Bruce Springsteen nel suo saluto all'amico scomparso, tradotte da qualche meritorio fan in rete:

Sono rimasto qui seduto ad ascoltare tutti che parlavano di Clarence, e a guardare quella foto di noi due. È un’immagine di Scooter e The Big Man, personaggi che qualche volta eravamo [il riferimento è a una canzone di Springsteen, Tenth Avenue Freeze-Out, che racconta la storia della formazione della E Street Band, NdR]. Come potete vedere nella foto, Clarence si sta ammirando i muscoli e io cerco di non farci caso mentre mi appoggio a lui. Mi sono appoggiato molto a Clarence; in un certo senso, ci ho costruito sopra una carriera.

Quelli di noi che hanno condiviso la vita di Clarence, hanno condiviso con lui il suo affetto e la sua confusione. Anche se “C” si addolcì con gli anni, era sempre in movimento, selvaggio e imprevedibile. Oggi vedo seduti qui i suoi figli Nicky, Chuck, Christopher e Jarod, e vedo riflesse in loro molte delle qualità di “C”. Vedo la sua luce, la sua oscurità, la sua dolcezza, la sua asprezza, la sua gentilezza, la sua rabbia, la sua brillantezza, la sua bellezza e la sua bontà. Ma, come voi ragazzi sapete, vostro padre non era una passeggiata. “C” visse una vita in cui ha fatto quello che voleva fare, e ha lasciato cadere dove volevano i frammenti, umani o di altro genere. Come molti di noi, vostro papà era capace di momenti di grande magia, ma anche di fare un discreto casino. Questa era, semplicemente, la natura del vostro papà e del mio stupendo amico. L’amore incondizionato di Clarence, che era molto reale, si esprimeva a un sacco di condizioni. Vostro papà era come un grande cantiere, e c’erano sempre lavori in corso. I percorsi di “C” non erano mai lineari, la sua vita non andò mai lungo una linea retta. Non andava mai così: A… B… C… D. Era sempre una cosa come A… J… C… Z… Q… I…! Questo era il modo in cui ha vissuto Clarence e con cui si è fatto strada nel mondo. So che questo può farvi soffrire e confondervi, ma vostro padre era una persona che aveva in sé molto amore, e so che amava molto ciascuno di voi.

Ci voleva un sacco di gente per occuparsi di Clarence Clemons. Tina, sono molto contento che tu sia qui. Grazie per esserti presa cura del mio amico, per avergli voluto bene. Victoria, tu sei stata una moglie amorevole, gentile e attenta per Clarence, e hai fatto una grande differenza nella sua vita, in un periodo in cui le cose andavano sempre bene. A tutti coloro che hanno fatto parte del gruppo di persone che hanno aiutato “C”, troppi per essere nominati ad uno ad uno: voi sapete chi siete e vi ringrazio. La vostra ricompensa vi aspetta ai cancelli del cielo. Il mio amico era un osso duro, ma ha portato nella vostra vita alcune cose che erano uniche: e quando accendeva quella luce, quella dell’amore, illuminava il vostro mondo. Sono stato abbastanza fortunato da restare in quella luce per quasi 40 anni, vicino al cuore di Clarence, nel tempio dell’anima.

E ora un po’ di ricordi: fin dai primi giorni in cui io e Clarence abbiamo viaggiato insieme, tiravamo fino all’ora di ritirarci nelle nostre camere, e in pochi minuti “C” trasformava la sua in un mondo a parte. Venivano fuori le sciarpe colorate da stendere sopra le lampade, le candele aromatizzate, l’incenso, l’olio di patchouli, le erbe; la musica e il giorno in giro venivano messi da parte, lo spettacolo andava e veniva, e Clarence lo Sciamano regnava e faceva le sue magie, notte dopo notte. La capacità di Clarence di divertirsi era incredibile. A 69 anni se l’era passata alla grande, perché aveva già vissuto almeno dieci vite, 690 anni nella vita di un uomo medio. Ogni notte, in qualsiasi luogo, la magia saltava fuori dalla sua valigia. Appena il successo glielo permise, anche la stanza dei suoi vestiti si riempì degli stessi trucchi della sua stanza dell’albergo: fino a che una visita in quel guardaroba non diventò come un viaggio in una nazione straniera che ha appena trovato enorme riserve di petrolio. “C” sapeva sempre come vivere. Molto prima che Prince venisse svezzato, un’aria di misticismo licenzioso era la regola nel mondo di Big Man. Io ci entravo dalla mia stanza, che aveva parecchi divani carini e qualche armadietto da spogliatoio, e mi meravigliavo delle cose che stavo sbagliando! A un certo punto, lungo la strada, tutto questo fu battezzato il Tempio dell’anima; e “C” presiedeva sorridente sui suoi segreti e i suoi piaceri. Essere ammessi alle meraviglie del Tempio era qualcosa di delizioso.


Frecce di merda

Mi capita raramente di prendere treni regionali laziali. Per Latina, per Cassino, per Orte. La bassa frequenza dei miei utilizzi non impedisce però un'altissima frequenza dei disagi.

Nella tratta per Orte mi è capitato di attendere un'ora oltre la data presunta di partenza, finché l'altoparlante di una fetida stazione ha comunicato che il treno era soppresso.

Lo stesso capita tornando da Cassino o da Latina. Quando va bene i tempi previsti raddoppiano: la durata del viaggio doveva essere 50'? Aspettatetevene almeno 100...

Quando poi si arriva a Termini, stremati da un viaggio surreale, si resta abbagliati dalle sfavillanti teste dei Frecciarossa, circondati da un nugolo di operai che li coccolano come star.

E che confermano la nostra sensazione di aver viaggiato su frecce di merda.

Il Suv di Antonio Giuliani

In una di quelle "fresche" inchieste tra cronaca locale e reportage da spiaggia delle pagine romane del Corriere della Sera apprendiamo che "l'attore e comico romano" Antonio Giuliani ha "dovuto prendere un Suv quando è nato mio figlio".

Quanto pesava questo bimbo alla nascita, 2 quintali? Aveva la roulotte di Moira Orfei per passeggino? O abitava forse in una tenda dentro al Circo Massimo?

Domande che sorgono spontanee nel cercare di capire l'ineluttabilità di una scelta - acquistare un Suv a Roma - che ai più pare incomprensibile. E molesta.

A proposito: ma chi è Antonio Giuliani?