La microfinanza a Basilea

Cosa c'entra la microfinanza con il Comitato di Basilea? La microfinanza non è quella delle banche alternative? Sì. E il Comitato di Basilea non è quello di cui tutte le imprese parlano male perchè con le sue regolette tutela i mercati finanziari e affossa l'economia reale? Più o meno. E allora?

Allora, come accade nei momenti turbolenti, mondi lontani si incontrano.
Il Comitato di Basilea ha lanciato una consultazione pubblica sulla microfinanza. Obiettivo: dare alle banche centrali dei diversi paesi del mondo delle linee guida su come vigilare - dunque anche regolamentare, normare, definire ecc. - la microfinanza.
La consultazione è pubblica, chiunque può partecipare, anche via e-mail, entro il 7 maggio 2010.

Il documento è interessante, merita di essere letto. Se preferite evitare i tecnicismi, almeno la seconda parte, con una rassegna delle pratiche di microfinanza in 27 paesi, va guardata.

Se poi volete saperne di più su come la microfinanza è regolamentata nel mondo, è molto bello il sito a ciò dedicato dal CGAP, un think-tank indipendente.

Dilettanti allo sbaraglio

L'ufficio centrale elettorale della Corte d'Appello di Roma non ha ammesso alle elezioni regionali del Lazio il listino collegato a Renata Polverini.

Si tratterebbe pero' solo della mancanza della firma di uno dei rappresentanti di lista. Lo stop al listino della Polverini arriva dopo la mancata ammissione della lista del Pdl alla provincia di Roma su cui e' atteso il pronunciamento della Corte d'appello.

Esclusi anche i listini di Michele Baldi, Roberto Fiore, Luca Romagnoli e Francesco Battaglia.

A Milano intanto la lista di Roberto Formigoni, non ammessa alle elezioni ha presentato ricorso.

''Sono dilettanti allo sbaraglio'', ha commentato il leader della Lega Nord, Umberto Bossi parlando dei casi di Lazio e Lombardia.

Voi gli fareste governare una regione?


L'ambiente come peso

Che tristezza, il Sole24Ore di oggi. A pagina 21 tocca leggere: " La Via blocca 1,5 miliardi". Sottotitolo: la durata delle procedure penalizza la competitività delle imprese.

La Via, per chi non lo sapesse, è la Valutazione di impatto ambientale, obbligatoria per legge per le opere pubbliche di un certo valore.
E' una di quelle cose che, sulla carta, fanno dell'Italia un paese avanzato nella tutela ambientale. Nella pratica, tra corruzione e inefficienza amministrativa, si rivela poco utile, come dimostrano le vicende della TAV o del disastrato stato delle nostre coste...

Ma il giornale confindustriale, guidato dal sempre più stralunato Gianni Riotta, sembra provenire dal Medioevo: l'ambiente? è un fardello! la burocrazia rallenta? eliminiamo la sua funzione (invece di migliorarne il funzionamento)!

L'ambiente come la crisi finanziaria? le cui cause sono state negate per un buon decennio dagli espertoni ospitati sul quotidiano rosa pallido?

Aspettiamo, allora, le prossime lacrime di coccodrillo...

Le vere politiche per la famiglia

La destra, o almeno quella sua versione populista e cafona che c'è in Italia (Lega, Storace e compari, da Berlusconi a Casini, passando per Giovanardi, in funzione dell'umore che tira al momento), si riempie la bocca col termine famiglia e con la necessità di sostenere la famiglia, a cui aggiunge la tiritera sull'immigrazione che soffocherebbe l'identità culturale del paese e dunque sulla necessità di sostenere chi - italiano - fa i figli.

Ma è portatrice di una cultura di subalternità della donna, lasciando trapelare il messaggio che per fare più figli la donna (ancora) deve stare a casa.

Allora acquista valore, pur nel 2010, lo studio di Daniela Del Boca e Alessandro Rosina.

La natalità in Italia continua a essere bassa. Ma anche in un anno così generalmente depresso come il 2009, c'è chi ha resistito meglio e chi ha ceduto di più. La fecondità cresce in Emilia Romagna e scende ancora in Campania.

Ovvero cala nella regione nella quale l'occupazione femminile è più bassa e sale nell'unica regione italiana che in proposito ha già superato gli obiettivi di Lisbona. Un risultato paradossale a prima vista, che si spiega con la ben diversa quantità e qualità dei servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia.

Corruzione che non si vede

La corruzione in Italia resta un fenomeno "grave": le denunce nel 2009 sono aumentate del 229% rispetto all'anno precedente. Lo ha detto il Procuratore Generale della Corte dei Conti Mario Ristuccia intervenendo alla Cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile.


In particolare, dai dati della Guardia di Finanza nel 2009 è emerso un aumento del 229% delle denunce per corruzione e del 153% di quelle per concussione rispetto al 2008.

Ma il numero delle denunce quanto esprime la gravità del problema? Alla radio ho sentito dire che la Toscana è la regione più corrotta, perchè quella con maggior numero di denunce.


Scherzi del fenomeni nascosti. O, se vogliamo, distorsioni da osservazione. Se un fenomeno per definizione sottotraccia emerge cosa significa? che è più forte che altrove o che la "traccia" che lo nasconde è più fragile?


Nel caso della corruzione vale la 2. Maggiore capitale sociale, maggiore tenuta e qualità delle amministrazioni, fa cì che siano più evidenti le anomalie, le ingiustizie, dunque scatti la denuncia.


Laddove la corruzione sia quasi-normale, le denunce non ci saranno perchè il cittadino avrà ormai perso ogni speranza di equità...