Se Crosetto fa rima con inetto

Era bello sentire come inveiva contro i regolamenti e le leggi fatte male. Come se la prendeva con gli uffici pubblici che chiedono troppi documenti alle imprese. Quanto fosse sensibile all'eccesso di tassazione cui sono sottoposte le imprese italiane.

L'altra sera in televisione, Guido Crosetto sembrava sinceramente appassionato. Dalla parte dei più deboli, contro il potere dello Stato. Ecco.

Peccato che abbia completamente sbagliato mira, dimenticando di essere sottosegretario del governo in carica. Guido Crosetto. Un inetto.

Arriva "Il Ruvido"

Sabato 29 ottobre esce il primo numero de «Il Ruvido», settimanale umoristico fondato da Roberto Corradi ("Il Misfatto") e Marco Presta ("Il ruggito del coniglio"), di cui Alessandro Carusi curerà la redazione.

Sedici pagine a colori, a un euro, con articoli e vignette di Marco Presta, Greg, Enrico Vaime, Portos, Gianni Fantoni, Bebo Storti, Margherita Hack (che curerà l'oroscopo) e molti altri ancora.

Se lo compriamo, continuerà ad uscire...

IL - L'ignorante lurido del Sole24Ore

IL è il nome della rivista "per maschi" (proprio così) del confindustriale editore Sole24Ore. Già titolo e sottotitolo basterebbero a non aprirlo neanche.

Ma qualcuno me lo ha poggiato sulla scrivania e allora un occhio ce lo butto. Le solite tonnellate di carta patinata, costosa, pesante, inquinante e vuota. Ossia piena, ma di pubblicità fighetta.

Tò, becco un'intervista a Toni Negri. Si vede che per i confindustriali fa radical chic parlare con il teorico dell'autonomia operaia. Peccato che l'intervista è illeggibile. Non uno, due o tre errori, ma un continuum di refusi. Che fa pensare che neanche l'abbiano riletta. Né l'autore né qualche altro redattore.

A meno di non convincersi che IL sta per "ignorante lurido" e che così la scaltra lobby industriale italiana pensi di allevare la nuova classe dirigente. Allora sì...

Richard Stallman sulla morte di Steve Jobs

"Steve Jobs, the pioneer of the computer as a jail made cool, designed to sever fools from their freedom, has died.

As Chicago Mayor Harold Washington said of the corrupt former Mayor Daley, "I'm not glad he's dead, but I'm glad he's gone." Nobody deserves to have to die - not Jobs, not Mr. Bill, not even people guilty of bigger evils than theirs. But we all deserve the end of Jobs' malign influence on people's computing.

Unfortunately, that influence continues despite his absence. We can only hope his successors, as they attempt to carry on his legacy, will be less effective."

Sono le parole con cui Richard Stallman, il profeta del software libero, ha salutato la morte di Steve Jobs. A qualcuno sono sembrate troppo forti. Qualcuno addirittura ritiene che nuocciano alla causa dell'open source.

Al Condor son sembrate salutari, nel clima stucchevolmente elegiaco diffusosi in tutto il mondo.

E' un bene che qualcuno continui a ricordare che "non ci meritiamo che l'informatica sia una gabbia dorata".


Filosofi in libertà

A Ballarò parla un filosofo, Dario Antiseri. Aria fresca, si dirà, tra Lupi e Di Pietro. Eppure qualcosa non torna.

Alcune frasi:

"il cittadino è stanco di chi non sa amministrare nell'interesse della collettività"

"se la destra piange, la sinistra non ride"


"i giovani si aspettano da noi un segno di attenzione"


Serve un filosofo per queste pillole di saggezza? Ma la Rai lo paga? Oppure a Floris basta che qualcuno alzi il sopracciglio e tenga un tono di voce basso perchè sembri saggio?

Antiseri, fa assonanza con Antani, questa sì che sarebbe saggezza!