Tra l'ombra del potere e la luce del colore

Oggi esiste la possibilità di intravvedere uno scarto nel morbo del potere. C'è la possibilità di aggredire con gli anticorpi questa influenza che annebbia la vista al corpo e spezza le giunture.

Un artista per esempio con un po' di attenzione può fare il suo bravo lavoretto. Con un po' di osservazione può accorgersi che il potere è una questione di spazio. Il potere è uno spazio occupato da una persona o da un fenomeno. Può trattarsi per esempio di un pittore famoso o di un temporale.

Il pittore famoso è uno che dipinge quadratini, un altro pittore sciocco crede che l'importanza stia nei quadratini, quindi si mette a fare quadratini. Poi si lamenta che l'altro diventa sempre più famoso e lui non ha successo. Un artista invece si mette a fare lineette, oppure fa i quadratini sapendo che il potere è nella sua volontà e non si lamenta.

Se io credo che il potere è occupato da una persona io non ho spazio per me. L'arte sta nel trovare lo spazio libero. Se io credo che il potere è occupato da una persona automaticamente do a quella persona il potere di occupare il mio spazio. L'obiettivo è questo: liberare lo spazio del nostro potere. Liberare la nostra persona dal potere di un altro. Liberare il nostro spazio interno, quello dentro il nostro cervello.

Non credo nel potere ma nel mio potere. Tu sei sciocco se credi nel mio potere.

Michelangelo Pistoletto

Le borse matrioska preparano il grande botto

Il paradosso (assai rischioso) continua: la borsa che si quota in borsa e poi si fonde con un'altra borsa è l'emblema del distacco della finanza dall'economia, ancora più di quanto lo siano gli strumenti derivati.

Anche questo gioco, come quello dei derivati e degli hedge fund, non ha un freno, nessuno se ne preoccupa, le autorità lo ignorano finchè non gli scoppierà in mano.

Così, tra poco, la borsa italiana, già fusa con Londra, si fonderà con Toronto. "Siamo in fase di presentazione alle autorita' canadesi. I tempi sono ancora lunghi"ha detto Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana, a margine di una audizione in Senato.

Interpellato sulle implicazioni della fusione per la Borsa Italiana Jerusalmi ha aggiunto: "La scelta della fusione con Londra e' stata vincente perche' altrimenti si rischiava di trovarsi isolati. Alle fusioni non ci sono alternative - ha aggiunto Jerusalmi riferendosi al risiko nel settore dei mercati regolamentati che sta coinvolgendo anche il Nyse, Euronext e la Borsa di Francoforte.

Peccato che restino delle forti preoccupazioni sulle capacità di tenuta di un sistema che - proprio come per le grandi banche di affari Usa - rischia di diventare "too big to fail".

Si prenda il caso dei guasti tecnici avuti la scorsa settimana. Non era mai successo che contemporaneamente (o quasi, a distanza di un giorno) Milano e Londra si fermassero per guasti tecnici. Secondo Jerusalmi, lo stop alle contrattazioni e' stato solo "casuale".

Vi fidate? gli dareste in gestione una "terza" borsa?

Un'agenda al femminile

Sveglia:
preparare la colazione,
lavare i bambini,
vestire i bambini,
fare i letti,
mettere a posto,
telefonare
al medico,
mettere i panni in lavatrice,
preparare la merenda,
accompagnare i bambini a scuola,
andare a lavorare,
fare la spesa,
andare a prendere i bambini,
passare dal pediatra,
preparare la cena,
dar da mangiare ai bambini,
fare il bagno,
leggere una storia, sparecchiare, stendere, stirare, mettere a posto, preparare i vestiti, pagare le bollette, preparare le merende. Buonanotte.

di Teresa Sdralevich (dal Sole 24 Ore del 28 febbraio 2011)

La triste falsità della FISAC CGIL sull'accordo ABI

La questione della trattativa sindacale in ABI non è semplice, per le sue implicazioni occupazionali (minime), economiche (rilevanti), politiche (profonde).

Il Condor l'ha in parte già raccontata ai suoi lettori.

Ora pare arrivata ad un epilogo. Con 36 licenziamenti (prepensionati), il taglio del 20% della retribuzione di chi resta, nessun recupero dei precari già mandati a casa (circa 70), nessuna prospettiva per quelli ancora dentro (fino a 100).

I dipendenti ABI si sono ribellati. E hanno scritto al Comitato esecutivo dell'associazione definendo l'accordo "uno schiaffo realizzato in controtendenza rispetto ad altre sperienze di settore, sottoscritto sotto la minaccia effettiva di un pesante numero di licenziamenti''. Ed evidenziando che l'accordo, in via di formalizzazione al Ministero del Lavoro il giorno 24 febbraio, ''e' strumentale ad una futura applicazione ai 350.000 dipendenti dell'intero sistema bancario; i dipendenti dell'ABI sono stati strumentalizzati per consentire di portare ''a sistema'' radicali interventi occupazionali".

Chi è sceso in campo a difendere l'accordo? La Fisac-CGIL. Passi che uno dei sindacati che lo ha siglato lo difenda. Passi che dica che si è trattato del male minore. Ma dichiarare addirittura che l'accordo sancisce l'avvio di un percorso per la stabilizzazione dei lavoratori precari significa che o non si è letto ciò che si è firmato o si dichiara deliberatamente il falso.

Leggete per credere il testo dell'accordo oppure le testimonianze dei precari ABI che affollano i blog in rete.

Ora: la CGIL, il più grande sindacato italiano, pezzo della nostra storia, dichiara il falso senza pudore? oppure i suoi segretari nazionali non sanno neanche leggere un accordo? E se dichiara il falso, perchè lo fa? quali sono gli obiettivi che la CGIL condivide con i banchieri restauratori che stanno riportando al passato gli indirizzi dell'ABI?

Il Condor, il cui cuore batterebbe dalla parte della CGIL, per la sua storia e i suoi valori, non sa proprio cosa pensare. Ci sarebbe comunque da piangere. Ma sarebbero solo lacrime di Condor...

Quote rosa: Giovanardi ci illumina

"La posizione di Confindustria, Abi e Ania sulle quote rosa nei consigli di amministrazione nelle società quotate mi sembra responsabile e di buon senso, tesa anche a superare i dubbi di costituzionalità che il testo licenziato dalla Camera solleva, soprattutto ove non fosse rispettata la percentuale di un terzo di donne da nominare": lo afferma in una nota il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, che così dà ragione a Mussari e Marcegaglia che temono che le pari opportunità escano dalla convegnistica - in cui sono bravissimi - per diventare pratica, cosa in cui se la cavano decisamente peggio.

"Rimane sullo sfondo, comunque - aggiunge il senatore Pdl - il problema delle pari opportunità di accesso ai luoghi di lavoro, come per esempio per l'importante e delicata funzione docente, dove attualmente in Italia abbiamo una percentuale di insegnanti donne del 96,1% alla scuola primaria, del 78,1% alla scuola secondaria di primo grado e del 62,9% in quella secondaria di secondo grado".

Dunque, secondo questo signore lautamente stipendiato da noi contribuenti, il problema delle mancate pari opportunità colpisce soprattutto gli uomini.

L'avevate capito?

NB: notare la performance del politico, che ha un tasso di presenza in parlamento pari al 26% contro una media dell'80%.