Bagnasco e Berlusconi: la missione (quasi) compiuta dei venditori di spazzole

Missione quasi compiuta per i due B.
Berlusconi, che da quasi vent'anni persegue e realizza un determinato processo di sgretolamento della democrazia italiana.

Bagnasco che, suo intimo complice, tale processo accompagna con la delegittimazione di ogni reciproco rispetto tra laici e cattolici.

Gli ultimi episodi sono emblematici.

Berlusconi che, con la scusa della Bce, retrocede a feste di secondo grado le uniche celebrazioni laiche: 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno.

Bagnasco che il 10 agosto 2011 (duemilaundici!) dichiara: "è nella dimensione religiosa che l'uomo può trovare di fatto il fondamento ultimo dei riferimenti etici universali. Senza una radice trascendente, dove possono poggiare le leggi morali che illuminano l'agire dei singoli, delle istituzioni e della società? Resta solo la dinamica aleatoria dei numeri e delle opinioni quando non addirittura delle pressioni e degli interessi più forti".

Troppo forti i due B. Più delle conquiste del proletariato mondiale. Più della resistenza partigiana. Più della Repubblica italiana e della sua Costituzione. Più dell'illuminismo, di Immanuel Kant e di due secoli e mezzo di pensiero critico.

La loro forza? Vendere prodotti semplici ad un popolo bue. La loro fortuna? Trovarsi in Italia. La loro caratteristica comune? Fare in modo diverso, molto diverso, lo stesso lavoro dei venditori di spazzole. Quelli che una volta battevano i quartieri porta a porta. E che ora non esistono più. Tranne i due B.